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Truffe telefoniche

«Lui va in caserma, lei resta al telefono»: la truffa che separa le coppie (e ora chiama anche su WhatsApp col logo dell'Arma)

Chiamano su WhatsApp con il logo dei Carabinieri, mandano il marito fuori casa e tengono la moglie al telefono fino a farsi dare l'oro. Come riconoscerla e cosa fare.

Di CaloPubblicato il
Smartphone su una mensola in pietra con una chiamata in arrivo da «Comando provinciale»: se una telefonata vi chiede di separarvi, è già una truffa

In casa ci sono due persone. Per i truffatori è un problema.

Così hanno trovato un modo per risolverlo: mandano fuori uno dei due con una scusa ufficiale, e tengono l'altro al telefono. Negli ultimi giorni lo schema è comparso in Lombardia e nelle Marche. E in alcuni casi la chiamata arriva su WhatsApp, con il logo dell'Arma come foto del profilo.

Cosa è successo

Merate: la chiamata su WhatsApp con il logo dei Carabinieri

Il 27 ottobre una coppia di Merate, in provincia di Lecco, ha ricevuto una chiamata su WhatsApp. Sul profilo c'era il logo dell'Arma e la scritta di un comando provinciale. Il racconto delle vittime raccolto da Merateonline è molto preciso.

Il finto carabiniere conosceva nomi, indirizzo e abitudini. Ha detto che la loro auto era stata usata per una rapina in gioielleria. Ha perfino mandato un "verbale" su WhatsApp.

Poi la mossa chiave. Il marito è stato mandato in caserma e a comprare marche da bollo, sempre al telefono con un secondo complice. Così, quando la moglie provava a chiamarlo, lui non rispondeva.

La moglie è rimasta al telefono per circa due ore. Le hanno chiesto di mettere i gioielli su un panno, di pesarli e di mandare una foto. Poi è arrivato un complice a casa, l'ha mandata a "disinfettarsi le mani" e ha portato via tutto.

Secondo lo stesso giornale, ci sono stati casi simili nella zona, anche a Calco.

Mondavio: il "maresciallo della Motorizzazione"

Pochi giorni dopo, a Mondavio, in provincia di Pesaro e Urbino, lo schema si è ripetuto. Un uomo di 70 anni è stato chiamato prima sul fisso e poi sul cellulare da un sedicente maresciallo della Motorizzazione civile. Anche qui: l'auto sarebbe stata usata per una rapina, e lui doveva presentarsi subito in ufficio.

Mentre il marito era in viaggio, la moglie è stata tenuta al telefono di casa. Le hanno detto di raccogliere l'oro "per evitare l'arresto del marito". Un complice è passato a ritirarlo. Il valore, secondo Centropagina e Vivere Fano, è di circa 20.000 euro. Ne parla anche il Corriere Adriatico.

Venegono Inferiore: sapevano anche il numero di conto

Il 2 novembre Il Saronno ha riportato la segnalazione di una donna di Venegono Inferiore, partita da un gruppo Facebook del paese. Anche lei ha ricevuto una chiamata WhatsApp da un profilo con l'immagine delle forze dell'ordine. Le hanno parlato di una "frode fiscale" segnalata dalla banca e le hanno chiesto quando era stata l'ultima volta allo sportello.

Lei ha chiuso. Ha chiamato la sua banca e i Carabinieri. Era tutto falso.

Cosa è confermato e cosa no

Confermato. I casi di Merate e Mondavio sono raccontati da più testate locali, con furti reali. Lo schema è lo stesso: una scusa ufficiale per far uscire uno dei due, l'altro tenuto al telefono, un complice che passa a ritirare l'oro.

Confermato anche questo. La Polizia di Stato ha già avvisato che circolano profili falsi su WhatsApp con le foto di dirigenti della Polizia. E ricorda che banche e forze dell'ordine non ti contattano su WhatsApp o via SMS per movimenti sospetti.

Da prendere come segnalazione. Il caso di Venegono nasce da un post sui social, ripreso da un giornale locale. È verosimile e coerente con gli altri, ma non ci sono atti ufficiali.

Perché funziona

Due persone in casa si fanno coraggio a vicenda. Una dice all'altra: "aspetta, sentiamo nostro figlio". Per questo i truffatori le separano.

Chi esce di casa ha una missione precisa e si sente utile. Chi resta a casa non riesce a parlargli, perché il telefono dell'altro è occupato. E resta sola con una voce che mette fretta.

Il logo dell'Arma su WhatsApp fa il resto. Ma una foto profilo la può mettere chiunque. Non è una prova di niente.

Cosa fare

  1. Le forze dell'ordine non ti chiamano su WhatsApp per un'indagine. Non ti mandano verbali in chat e non ti chiedono foto di gioielli o soldi.

  2. Nessuno "verifica" l'oro a casa tua. Né Carabinieri, né Polizia, né Motorizzazione. Se te lo chiedono, è una truffa.

  3. Se ti chiedono di separarvi, fermati. "Lei vada in caserma, la signora resti al telefono" è il segnale più chiaro di tutti.

  4. Chiudi la chiamata e chiama tu il 112. Meglio da un altro telefono. Se usi lo stesso fisso, prima assicurati che la linea sia davvero libera: ne abbiamo parlato nell'articolo sulla telefonata del finto carabiniere che dura ore.

  5. Non aprire a nessuno che viene "a ritirare". Se ti senti in pericolo, chiama il 112.

I Carabinieri raccolgono questi consigli nella pagina pillole di prevenzione contro le truffe.

Se sei un figlio o una figlia

Parlane con i tuoi genitori, tutti e due insieme. Basta una regola semplice: se una chiamata vi chiede di separarvi, nessuno esce e si chiama il figlio o il 112.

C'è anche chi va oltre. Ad Avellino, come racconta Il Mattino, un figlio aveva fatto deviare il telefono fisso dei genitori sul proprio cellulare. La chiamata del finto carabiniere è arrivata a lui. Ha avvisato le forze dell'ordine e il complice è stato fermato davanti a casa.

Non è una soluzione per tutti. È una scelta da fare insieme ai genitori, rispettando la loro autonomia. Ma dimostra una cosa: queste truffe funzionano quando la persona è sola.

Lo stesso schema, con altre scuse, l'abbiamo visto anche nella truffa dei documenti ritrovati in caserma e nella videochiamata per mostrare i gioielli.

Altri segnali da tenere d'occhio

  • A Casalborgone, vicino a Chivasso, i Carabinieri hanno ricevuto decine di segnalazioni in un solo giorno per chiamate sul fisso di finti carabinieri che chiedevano oro e contanti "per verifiche". In diversi casi un familiare presente ha fatto saltare il piano.

  • La Polizia di Stato segnala anche lo schema "SMS della banca, poi chiamata WhatsApp con la foto di un funzionario". Chi ti scrive per un movimento sospetto non ti chiede di spostare soldi.

In breve

Se una telefonata vi chiede di separarvi, è già una truffa.

Il logo su WhatsApp non prova niente. Chiudi e chiama tu il 112.

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