«Venga al comando a ritirare una raccomandata»: la Polizia locale non ti convoca così
A Treviso, Trento e Altamura false telefonate a nome della Polizia locale invitano ad andare al comando per raccomandate o controlli sull'auto. Lo scopo: farti uscire di casa.

Squilla il telefono. «Buongiorno, la chiamo dalla Polizia locale. Deve venire al comando, con urgenza. C'è una raccomandata da ritirare.»
Il tono è serio. Il grado sembra vero: tenente, comandante, agente.
Non c'è nessuna raccomandata. E, in diversi casi, il vero obiettivo è un altro: che tu esca di casa.
Cosa sta succedendo
In tre giorni, tre città diverse hanno lanciato lo stesso avviso.
Treviso, 19 ottobre. Alcune persone hanno ricevuto telefonate da finti operatori della Polizia locale, che chiedevano di andare con urgenza al comando. Il comandante ha invitato a non lasciare la casa e a verificare prima chiamando la centrale operativa, come riporta Il Gazzettino. Secondo il comandante, l'obiettivo sarebbe permettere a dei complici di entrare in casa.
Trento, 20 ottobre. Il centralino della Polizia locale ha ricevuto numerose chiamate di cittadini che chiedevano informazioni su una convocazione al comando. A convocarli era un sedicente sottufficiale che non risulta tra gli agenti. Il Comune di Trento precisa che in questi giorni non ha convocato nessuno, e che comunque non usa queste modalità.
Altamura (Bari), 21 ottobre. Qui molte persone ci sono andate davvero. Secondo il comunicato del Comando riportato da AltamuraLife, numerosi cittadini si sono presentati al comando dopo telefonate in cui qualcuno, spacciandosi per personale della Polizia locale, parlava di raccomandate inesistenti o di verifiche sui veicoli.
Non è la prima volta. A settembre la Polizia locale di Vicenza aveva segnalato lo stesso schema, ricordando che il Comando non fa convocazioni per telefono.
Perché funziona
Una raccomandata non ritirata mette ansia. Un controllo sull'auto anche.
E la Polizia locale è vicina, conosciuta. Andare al comando sembra la cosa più responsabile da fare.
È proprio questo il punto. Non ti chiedono soldi al telefono. Ti chiedono solo di uscire. Così la richiesta sembra innocua.
Ne avevamo parlato a proposito dei finti carabinieri che ti convocano in caserma per documenti ritrovati. Cambia la divisa, il meccanismo è lo stesso: la casa vuota.
Cosa sappiamo e cosa no
Confermato: le telefonate ci sono state, a Treviso, Trento e Altamura. I comandi dicono di non aver fatto quelle convocazioni.
Non ancora confermato: al momento, nelle fonti che abbiamo letto, non risultano furti collegati a queste chiamate. L'ipotesi del furto in casa è indicata dai comandi come lo scopo più probabile.
Questo non cambia cosa fare. Anzi: meglio muoversi prima.
Come ti avvisa davvero la Polizia locale
Una raccomandata non si «ritira al comando» su invito telefonico. Si ritira dove indica l'avviso di giacenza lasciato nella cassetta.
Una convocazione vera ti lascia il tempo di verificare.
Il Comune di Vicenza lo dice chiaramente: il Comando non fa convocazioni per telefono.
Cosa fare se ti chiamano
Non uscire subito di casa. Nessuna convocazione vera è così urgente da non poter aspettare una verifica.
Chiudi la chiamata. Non dare informazioni su di te, sulla tua casa o su chi ci abita.
Richiama tu il comando, cercando il numero sul sito del tuo Comune. Non usare il numero che ti hanno dato al telefono, e non fidarti di quello che vedi sul display: può essere falsificato.
Se qualcosa non ti torna, chiama il 112.
Avvisa i vicini, soprattutto se vivono da soli.
Per figli e nipoti
Questa telefonata è pensata per chi è a casa di giorno. Spesso, una persona anziana.
Una frase semplice da lasciare vicino al telefono: «Se mi convocano, prima chiamo io il comando. Poi, forse, esco.»
E un accordo: se arriva una chiamata così, ti telefona prima di uscire.