Una chiamata muta o un «sì» al telefono non bastano per farti un contratto
Hai risposto a una chiamata muta o hai detto «sì»? Non ti hanno rubato la voce né firmato un contratto. Cosa dice la legge e cosa fare se arriva una bolletta.

Squilla il telefono. Rispondi, dici «pronto». Dall'altra parte nessuno parla, poi riattaccano.
Viene un dubbio: avranno registrato la mia voce? Potranno usarla per farmi un contratto?
Respira. Una chiamata così non basta. E nemmeno un singolo «sì».
Perché se ne parla adesso
Il 30 ottobre Consumerismo No Profit ha pubblicato un'analisi su voci clonate e contratti non richiesti. Il punto di partenza è proprio questa paura, molto diffusa.
La conclusione è chiara. Il rischio di registrazioni manipolate esiste ed è documentato. Ma non ogni squillo sospetto è un tentativo di rubarti la voce.
Cos'è una chiamata muta
Nella maggior parte dei casi è un call center. Lo spiega il Garante privacy nelle sue domande frequenti.
I sistemi automatici fanno partire più chiamate di quanti operatori ci siano. Se rispondi e nessun operatore è libero, la linea resta muta.
Il Garante ha fissato regole precise:
la chiamata muta deve chiudersi dopo 3 secondi;
quel numero non può essere richiamato per almeno cinque giorni;
in sottofondo deve sentirsi un rumore d'ambiente, come un brusio d'ufficio.
È fastidioso. Ma non è un furto di voce.
E se non rispondi, chi chiama non riceve proprio nessun campione della tua voce. L'analisi di Consumerismo lo ricorda espressamente.
Un «sì» non è un contratto
Per i contratti conclusi al telefono, la legge è precisa. L'articolo 51 del Codice del consumo dice che l'azienda deve confermarti l'offerta. Tu sei vincolato solo dopo averla firmata o accettata per iscritto.
E c'è di più. Il consenso non è valido se prima non hai confermato di aver ricevuto tutte le condizioni, su carta o su un altro supporto durevole.
Quindi una parola registrata, da sola, non vale come firma.
Il rischio vero: la registrazione manipolata
Questo non vuol dire che il problema non esista.
Nel giugno 2024 la Polizia Postale di Milano ha scoperto un giro di contratti luce e gas attivati senza consenso. Secondo gli investigatori, quando serviva una registrazione vocale, la voce della vittima veniva modificata con editor audio o app di intelligenza artificiale. Così si sentivano dei «sì» mai detti in risposta a quelle domande.
Le vittime, più di un migliaio, se ne accorgevano mesi dopo. Arrivavano solleciti per bollette mai chieste.
Attenzione a due cose. È una ricostruzione dell'indagine, non una sentenza. E in quei casi la voce veniva registrata durante una vera conversazione, non da uno squillo a vuoto.
Una registrazione falsa non rende valido un contratto. Ma può servire ad attivare una fornitura che poi devi contestare.
Cosa fare al telefono
Non serve smettere di rispondere. Serve fare attenzione a cosa dici dopo.
Se un operatore fa domande vaghe come «È lei l'intestatario?», chiedi prima chi è e perché chiama.
Non dare codice fiscale, IBAN, codice POD o PDR, né codici ricevuti via SMS.
Se la chiamata ti mette fretta, chiudi. Puoi sempre richiamare tu il tuo fornitore dal numero sulla bolletta.
Non richiamare i numeri sconosciuti dopo uno squillo breve, soprattutto con prefissi esteri.
Per luce e gas, dal 19 giugno le telefonate commerciali sono quasi sempre vietate. Ne abbiamo parlato in questo articolo sul divieto di telemarketing per luce e gas.
Se arriva una bolletta che non hai chiesto
C'è una differenza importante.
Se il contratto l'hai fatto davvero e hai cambiato idea, hai di solito 14 giorni per il recesso.
Se invece non l'hai mai chiesto, non limitarti al recesso. Contesta per iscritto che non hai mai dato il consenso:
scrivi al venditore e chiedi copia del contratto e della registrazione;
conserva bollette, lettere e il numero da cui ti hanno chiamato;
se la risposta non ti convince, o non arriva entro 40 giorni, per luce e gas puoi usare il Servizio Conciliazione dell'ARERA, gratuito;
se pensi che la tua voce sia stata manipolata, presenta denuncia.
E la voce dei tuoi familiari?
È un'altra truffa. Lì la voce imitata serve a chiederti soldi per un'emergenza. La regola è chiudere e richiamare dal numero in rubrica, come spieghiamo nell'articolo sulla voce clonata.
In breve
Una chiamata muta è quasi sempre un call center. Un «sì» non è una firma.
Il rischio vero è altrove: i dati che dai e le bollette che non controlli.
Arrassu, intanto, è disponibile gratis per Android.