Ti chiamano per cambiare luce e gas? Oggi quella telefonata, quasi sempre, non è permessa
Da giugno le chiamate commerciali per luce e gas sono vietate, salvo due eccezioni. Le regole potrebbero cambiare: ecco cosa vale oggi e come difenderti.

Squilla il telefono. «Le facciamo risparmiare sulla bolletta della luce».
Non l'hai chiesto. Non sei loro cliente.
Da qualche mese, una chiamata così non dovrebbe proprio arrivare.
Cosa dice la regola oggi
Il Decreto Bollette ha cambiato l'articolo 51 del Codice del consumo. Oggi le chiamate commerciali, e anche i messaggi, per proporre contratti di luce e gas sono vietate.
Ci sono solo due eccezioni, come riassume MondoMobileWeb:
hai chiesto tu di essere richiamato, dal sito o dall'app di quell'azienda;
sei già cliente luce o gas di quell'azienda e hai dato un consenso specifico.
Chi chiama deve usare un numero che lo identifichi. E i contratti nati da una chiamata fuori da queste regole sono nulli.
Il divieto è in vigore da giugno, ricorda DDay. Riguarda solo luce e gas: telefonia e internet restano fuori.
Perché se ne parla adesso
L'Antitrust ha chiesto a Parlamento e Governo di rivedere queste regole. Secondo l'Autorità favoriscono chi ha già molti clienti e penalizzano gli altri, comprese le compagnie telefoniche che vendono energia. La segnalazione è stata pubblicata il 12 ottobre (MondoMobileWeb) e rilanciata il 19 ottobre da DDay.
In Senato si discutono modifiche. Repubblica ha riferito di un emendamento che permetterebbe agli operatori telefonici di chiamare i propri clienti per offrire energia.
Finora non è cambiato nulla. Le regole di oggi sono quelle descritte sopra. Se cambieranno, aggiorneremo questo articolo.
Il divieto non ferma chi non rispetta le regole
Le aziende serie hanno ridotto le chiamate. Chi lavora fuori dalle regole, invece, continua.
Lo osserva l'avvocato Eugenio Prosperetti su Agenda Digitale. E aggiunge un punto importante: far valere la nullità può essere difficile. Un contratto nato al telefono può essere registrato come se fosse stato firmato online o di persona. Tu dovresti dimostrare di essere stato chiamato.
Per questo conviene tenere traccia di tutto.
Cosa fare durante la chiamata
Non dire «sì» a domande vaghe come «Mi conferma che è lei l'intestatario?».
Non dare il codice POD o PDR, che trovi in bolletta. Servono per cambiare fornitore.
Non dare IBAN, documenti o foto della bolletta.
Chiedi nome dell'azienda e motivo della chiamata. Poi chiudi.
Annota data, ora e numero. Fai uno screenshot del registro chiamate.
Questi consigli li ripete anche SG Energia, un fornitore che ha spiegato le nuove regole ai propri clienti.
Se ti ritrovi un contratto che non volevi
Le strade, spiegate da Altroconsumo, sono queste:
Entro 14 giorni puoi ripensarci, senza costi e senza spiegare perché. Scrivi al fornitore in modo tracciabile.
Se sono passati i 14 giorni, fai reclamo entro 40 giorni dalla prima bolletta. Scrivi che il contratto non è stato richiesto e che è nato da una chiamata non permessa.
Se non ti rispondono, o la risposta non ti convince, puoi usare il Servizio Conciliazione dell'ARERA. È gratuito e online.
Allega tutto quello che hai: data della chiamata, screenshot, bollette.
Per figli e nipoti
Questi contratti colpiscono spesso chi è anziano e risponde al fisso.
Una regola semplice per i genitori: «Della luce e del gas non si parla al telefono con chi chiama. Ne parliamo insieme». E un controllo della prima bolletta dopo ogni chiamata sospetta.
Se chi chiama promette rimborsi, leggi anche la truffa del falso operatore Enel.