«La tua carta sta scadendo»: se chi chiama dalla banca sa cose vere, non vuol dire che sia la banca
Ti chiamano dalla «filiale» per la carta in scadenza e sanno dati veri su di te? Non basta. Perché succede, cosa non dire mai e cosa fare se hai già parlato.

Squilla il telefono. «Buongiorno, la chiamo dalla sua filiale. Il suo bancomat sta per scadere».
Controlli. È vero, scade davvero. Poi ti chiedono l'indirizzo per spedire la carta nuova, e anche quello è giusto, o quasi.
A quel punto ti fidi. È proprio il momento in cui fermarsi.
Perché se ne parla adesso
Il 31 ottobre la coreografa Veronica Peparini ha raccontato sui social di essere stata truffata così. La notizia è stata ripresa da la Repubblica e da Virgilio Notizie.
Secondo il suo racconto, un uomo si è presentato come impiegato della sua filiale. Sapeva che il bancomat era in scadenza. Le ha proposto di spedire la carta nuova, visto che l'indirizzo registrato era quello della vecchia casa.
Poi la richiesta: i suoi dati, «così ti riaggiorniamo l'home banking e l'app». Lei li ha dati. La mattina dopo sul conto restavano 4 euro.
«Ci ho creduto perché erano tutte cose vere», ha spiegato.
È il suo racconto pubblico. Non conosciamo i dettagli di quali dati abbia fornito né come sia stato spostato il denaro. Ma il copione è chiaro e vale per tutti.
Il trucco: partire da cose vere
Questa truffa non punta sulla paura. Punta sulla fiducia.
Chi chiama ti dice qualcosa che puoi verificare: la scadenza della carta, il tuo nome, il tuo indirizzo. Tu controlli, è tutto giusto, e abbassi la guardia.
Non è un trucco nuovo. Nel 2023 a Como, come riportato da La Provincia di Como, finti bancari leggevano al telefono la data esatta di scadenza della carta. Poi sbagliavano apposta il numero civico. Quando la vittima lo correggeva, arrivava la frase: «Ecco perché non riuscivamo a spedirle la carta». E subito dopo la richiesta del PIN.
Sapere un dato vero su di te dimostra solo una cosa: che chi chiama ha quel dato. Non che lavori in banca.
Cosa una banca non ti chiede mai al telefono
Il Garante privacy, nella sua guida sul vishing, lo spiega in modo semplice. Banche e società delle carte conoscono già i tuoi dati. E non dovrebbero chiederti quelli che loro stesse ti dicono di tenere segreti.
Quindi, al telefono, non dire mai:
PIN del bancomat o della carta;
password o codici di accesso all'home banking;
codici arrivati via SMS o nell'app (OTP);
numero completo della carta e codice sul retro.
Nemmeno «per aggiornare l'app». Nemmeno «per spedire la carta nuova». Una carta si spedisce senza che tu detti un codice.
Il numero sul display non è una prova
La chiamata può mostrare il numero vero della tua banca. Il numero si può falsificare: si chiama spoofing. Ne abbiamo parlato in questo articolo sul numero della Questura sul display.
L'unica verifica che funziona è un'altra. Chiudi e richiama tu.
Cosa fare durante la chiamata
Non confermare e non correggere i dati che ti leggono. Non serve.
Di' con calma che richiamerai tu la banca.
Chiudi la chiamata.
Chiama il numero stampato sul retro della carta o quello sul sito ufficiale. Non quello che ti hanno dato al telefono.
Chiedi se c'è davvero una carta in spedizione e se serve fare qualcosa.
Se la carta nuova deve arrivare davvero, la banca te lo confermerà. Senza fretta.
Se hai già dato i dati
Agisci subito. Ogni minuto conta.
Chiama la banca dal numero ufficiale e chiedi di bloccare carte e accesso all'home banking.
Cambia le password, se puoi farlo dal canale ufficiale.
Controlla i movimenti e attiva gli avvisi sulle operazioni, come consiglia il Garante.
Presenta denuncia. Puoi anche segnalare il caso sul Commissariato di PS online della Polizia Postale.
Scrivi un reclamo alla banca e chiedi il rimborso. Su come funziona, trovi qui cosa dice la giustizia europea sui rimborsi dopo una truffa telefonica.
Se invece ti chiedono di spostare soldi su un «conto sicuro», è un'altra variante. La spieghiamo nell'articolo sul finto operatore che ti fa autorizzare il bonifico.
Un consiglio per chi ha genitori anziani
Diglielo con una frase sola: «Se la banca ti chiama, chiudi e richiamala dal numero sulla carta».
Ripetila anche se ti sembra ovvio. Il caso di questi giorni mostra che può capitare a chiunque, anche a chi è attento.
In breve
Una telefonata che sa cose vere non è per forza vera. La banca non ti chiede codici al telefono.
Nel dubbio, chiudi e richiama tu.
Arrassu, intanto, è disponibile gratis per Android.