«Hai già detto no, eppure ti richiamano»: cosa insegna la multa da 16,7 milioni a Wind Tre
Il Garante privacy ha sanzionato Wind Tre per chiamate dopo l'opposizione e contratti attivati a insaputa dei clienti. Cosa puoi fare tu, passo per passo.

Hai chiesto di non essere più chiamato. Ti richiamano lo stesso.
Oppure arriva una fattura per un servizio che non ricordi di aver attivato.
Non è solo fastidio. Può essere una violazione della legge. E una recente decisione lo dice in modo chiaro.
Che cosa è stato deciso
Il Garante per la protezione dei dati personali ha inflitto a Wind Tre una sanzione di 16,7 milioni di euro. La decisione è del 5 giugno 2026 ed è stata resa nota il 12 ottobre dal Comitato europeo per la protezione dei dati (EDPB).
Secondo la scheda del provvedimento, l'indagine è partita da numerosi reclami. Il Garante ha accertato che:
alcune persone ricevevano chiamate promozionali anche dopo essersi opposte, o senza aver dato un consenso valido;
in alcuni casi contratti e servizi erano stati attivati a loro insaputa;
i controlli sulla rete di vendita, cioè agenzie e partner, non erano sufficienti;
le richieste dei clienti, come l'accesso ai propri dati, non venivano gestite in modo efficace.
Oltre alla multa, Wind Tre non può più usare i dati raccolti senza consenso e deve rafforzare i controlli.
Il punto più importante per te: chi vende tramite agenzie e call center resta responsabile. Lo sottolinea anche DPO Workspace nella sua analisi del caso.
Perché se ne parla proprio oggi
Oggi, 20 ottobre, il Garante incontra a Roma le associazioni dei consumatori. Tra i temi in programma c'è proprio il telemarketing illecito.
Il caso Wind Tre non è un'eccezione: è un esempio di quello che può succedere a chiunque riceva queste chiamate.
Cosa puoi fare se ti chiamano dopo il tuo no
Iscrivi i tuoi numeri al Registro pubblico delle opposizioni. È gratuito, vale per fissi e cellulari e cancella i consensi dati in passato. Lo spiega la pagina del Garante sul telemarketing.
Sappi cosa resta permesso. Dopo l'iscrizione possono ancora chiamarti le aziende con cui hai un contratto attivo, o chiuso da meno di 30 giorni. E chi ha ricevuto un tuo consenso dopo l'iscrizione.
Se le chiamate continuano, opponiti all'azienda. Scrivi all'azienda per cui chiamano: chiedi da dove ha preso il tuo consenso e di non contattarti più.
Se ti richiamano ancora, segnala al Garante. C'è un modulo online indicato nella stessa pagina del Garante.
Annota data, ora, numero e nome dell'azienda citata. Ti servirà.
Se ti hanno attivato un servizio che non hai chiesto
Per la telefonia e internet la strada è questa:
Manda un reclamo scritto all'operatore. Chiedi la disattivazione e il rimborso.
Se non risolve, usa ConciliaWeb. È la piattaforma gratuita dell'AGCOM: ci entri con SPID o CIE. Se hai difficoltà, puoi rivolgerti al Corecom della tua Regione o a un'associazione dei consumatori. Lo spiega la pagina AGCOM sulle controversie.
Al telefono, intanto
Non dire «sì» a domande vaghe.
Non dare codice fiscale, IBAN o codici ricevuti via SMS.
Se l'offerta ti interessa, chiedila per iscritto. Poi decidi con calma.
Se chi chiama dice di essere il tuo gestore e ti parla di aumenti o di cambiare operatore, leggi anche come riconoscere il finto gestore.
Per figli e nipoti
Controllate insieme le bollette di casa una volta al mese. Un servizio mai chiesto si vede lì.
E iscrivete al Registro anche il numero fisso dei genitori. È spesso quello più chiamato.