«Sono l'avvocato, passa un collega a ritirare»: nessun avvocato viene a casa a prendere soldi e gioielli
Un sedicente avvocato chiama, chiede di preparare contanti e gioielli e annuncia un «collega». È una truffa che colpisce gli anziani. Ecco come fermarla.

Il telefono squilla. Dall'altra parte c'è un uomo gentile e sicuro di sé. Dice di essere un avvocato.
Parla di un controllo, oppure di un figlio nei guai. Chiede di preparare contanti e gioielli. «Tra poco passa un mio collega.»
Fermati qui. Nessun avvocato ritira soldi e gioielli a casa tua.
Cosa è successo a Udine
Il 20 ottobre i Carabinieri di Udine hanno denunciato due uomini per tentata truffa a una donna di 92 anni.
Secondo ANSA, la donna aveva ricevuto la telefonata di un «sedicente avvocato». L'aveva convinta a raccogliere denaro e preziosi, in attesa di un collega «per un controllo».
I Carabinieri hanno fermato l'auto dei due uomini vicino a casa sua. Come riporta Friulioggi, nel loro telefono c'erano dati personali della vittima.
La signora non ha consegnato nulla. È andata bene. Ma il copione è chiaro.
Non è un caso isolato
Il finto avvocato compare spesso nella truffa del «finto incidente».
A Biella, a maggio, un uomo si era presentato al telefono come avvocato. Aveva detto a un'anziana che la figlia aveva investito una bambina e che un pagamento immediato l'avrebbe liberata. Lo racconta La Provincia di Biella. L'uomo è stato poi arrestato dalla Polizia.
A Licata, il 14 ottobre, un uomo è stato condannato a 2 anni e 4 mesi. Si era presentato come avvocato a casa di due anziani, dopo una telefonata su un finto incidente del figlio. Si era fatto consegnare gioielli per circa 30 mila euro, secondo Sicilia TV.
Cambiano i dettagli. Lo schema resta uguale: una telefonata che spaventa, poi qualcuno che bussa.
Come riconoscere la truffa
Ci sono segnali che si ripetono:
Un professionista ti chiede contanti o gioielli. Un avvocato vero non lo fa. Mai.
C'è fretta. «Subito», «entro un'ora», «altrimenti tuo figlio resta dentro».
Ti chiedono di non dirlo a nessuno, o di far uscire chi è in casa con te. A Biella hanno mandato il figlio della vittima lontano, al carcere di Vercelli.
Arriva un «collega» a ritirare. È lui il complice.
Conoscono il tuo nome o quello dei tuoi figli. Non è una prova. I truffatori possono avere i tuoi dati, come a Udine.
Cosa fare se ricevi questa chiamata
Riattacca. Non serve essere cortesi.
Chiama tu il familiare di cui ti hanno parlato, al numero che hai in rubrica.
Se hai dubbi, chiama il 112. È il consiglio della Polizia, ripreso anche da La Provincia di Biella.
Non aprire la porta a chi viene a «ritirare». Chiama il 112 e, se puoi, annota auto e targa.
Se hai già consegnato qualcosa, chiama subito il 112. Più è rapido l'intervento, più è facile fermarli.
Per figli e nipoti
Dite ai vostri genitori una frase semplice: «Se qualcuno ti chiede soldi per me, chiamami prima.»
Concordate una parola di famiglia. Chi non la sa, non è chi dice di essere.
E ricordate loro che anche polizia e carabinieri non ritirano soldi o gioielli a casa. Qui c'è la variante del finto carabiniere che chiama dalla caserma.