Vai al contenuto
Truffe telefoniche

«Rientri nella Carta dedicata a te, ora mandi un SMS»: se te lo dicono al telefono, è una truffa

A Offagna finti dipendenti comunali chiamano per la Carta dedicata a te e chiedono di inviare un SMS. Come funziona davvero la carta e come difenderti.

Di CaloPubblicato il Aggiornato il
Busta della spesa con pane, pasta e verdure sul piano della cucina

Squilla il telefono. Chi chiama dice di essere del Comune.

Buone notizie: rientri nella «Carta dedicata a te», il contributo per la spesa. Manca solo un passaggio: inviare un SMS.

Non farlo. Per avere la carta non serve nessun SMS e nessuna telefonata.

Cosa è successo a Offagna

Il 16 ottobre il Comune di Offagna, in provincia di Ancona, ha pubblicato un avviso: «Attenzione alle truffe».

Alcuni cittadini hanno ricevuto chiamate da un numero di cellulare. Chi chiamava si presentava come dipendente comunale, diceva che la persona rientrava nella Carta dedicata a te e che per ottenerla servivano «ulteriori adempimenti», come inviare un SMS. Lo racconta Cronache Ancona.

Il Comune è stato chiaro: contatta i cittadini solo attraverso i canali ufficiali. Numeri del Comune, email, PEC, raccomandate, messi notificatori.

Per ora è una segnalazione locale. Non sappiamo se sia una campagna più ampia. Ma il momento è delicato, ed è per questo che ne parliamo.

Perché proprio adesso

La carta vale 500 euro all'anno per la spesa alimentare. Spetta, senza domanda, alle famiglie con ISEE fino a 15.000 euro che rispettano i requisiti, come spiega l'INPS.

Le date di queste settimane:

  • entro il 13 ottobre i Comuni hanno chiuso gli elenchi dei beneficiari;

  • molti Comuni li stanno pubblicando in questi giorni;

  • dal 4 novembre le carte vengono attivate con la prima ricarica.

Tante famiglie aspettano una comunicazione. Chi truffa lo sa. E una telefonata che annuncia un contributo arriva proprio quando te l'aspetti.

Come funziona davvero

  • Non devi fare domanda. I beneficiari sono individuati in automatico.

  • È il Comune ad avvisarti, con i suoi canali ufficiali. A Inveruno, per esempio, il Comune scrive che i beneficiari saranno avvisati con comunicazione scritta o convocazione ai Servizi Sociali.

  • La carta si ritira all'ufficio postale. Chi l'aveva già e viene confermato riceve la ricarica in automatico.

  • L'INPS non chiede dati personali o bancari al telefono. Lo dice nel suo vademecum antitruffe.

I segnali della truffa

  • Ti chiamano da un cellulare e dicono di essere del Comune o dell'INPS.

  • Ti annunciano un contributo e poi ti chiedono di fare qualcosa: mandare un SMS, dettare un codice, dare l'IBAN.

  • C'è fretta: «altrimenti perde il beneficio».

Basta uno di questi segnali per chiudere la chiamata.

Cosa fare

  • Chiudi senza dare dati, codici o numeri di conto.

  • Non inviare SMS su indicazione di chi ti ha chiamato.

  • Verifica tu. Cerca il numero dei Servizi Sociali sul sito ufficiale del tuo Comune e chiama da lì.

  • Segnala la telefonata al Comune e alle forze dell'ordine.

Se hai già inviato l'SMS o dato un codice

Non sappiamo a cosa servisse l'SMS chiesto a Offagna: l'avviso non lo dice.

In generale, però, un codice ricevuto per SMS può servire ad attivare servizi o a entrare nei tuoi account. Con un codice simile, per esempio, i truffatori prendono il controllo di WhatsApp.

Quindi:

  • avvisa il Comune e chiedi se sei davvero tra i beneficiari;

  • controlla con il tuo operatore telefonico se ci sono addebiti o servizi che non hai chiesto;

  • se hai dato dati bancari, chiama subito la banca;

  • presenta denuncia.

Per figli e nipoti

Questa carta è pensata per famiglie con redditi bassi. Spesso ci sono persone anziane o sole. Sono anche quelle che più facilmente si fidano di chi dice «chiamo dal Comune».

Una regola semplice da condividere: il Comune non ti chiede mai di mandare un SMS per avere un contributo. Se hai un dubbio, si chiama insieme l'ufficio, al numero del sito.

Ne avevamo parlato anche nell'articolo sulle truffe telefoniche a nome dei Comuni.