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Truffe telefoniche

Su WhatsApp arriva un messaggio dalla Questura e chiede un bonifico: ad Avellino è una truffa

La Questura di Avellino avverte: messaggi WhatsApp con il suo numero e il logo chiedono un bonifico istantaneo. La Polizia non chiede soldi così.

Di CaloPubblicato il
Telefono su una credenza e avviso: se chiedono soldi in chat, non è la Questura.

Ti arriva un WhatsApp. Il numero sembra quello della Questura. C'è anche il logo. Il testo parla di una pratica urgente e ti chiede di fare un bonifico istantaneo.

Sembra ufficiale. Non lo è.

L'avviso della Questura di Avellino

Il 6 novembre 2026 la Questura di Avellino ha segnalato messaggi WhatsApp fraudolenti che partono da un numero apparentemente corrispondente a quello della Questura. I messaggi riproducono il logo della Questura e camuffano l'identità del mittente.

Lo scopo, scrive la Questura, è indurre il destinatario a versare denaro con un bonifico istantaneo.

La Polizia di Stato ripete un punto che vale per tutti: non fa richieste di pagamenti o di somme di denaro, in particolare tramite bonifici istantanei.

Perché sembra vero

Sul telefono può comparire un numero che riconosci, o che trovi online come recapito della Questura. Su WhatsApp può apparire anche un logo ufficiale.

Non basta. Chi truffa può falsificare o camuffare il mittente. Il logo si copia. Il tono «ufficiale» si imita. Quello che non cambia è la richiesta: soldi, subito, senza che tu abbia verificato da solo.

È un meccanismo diverso dalla telefonata con spoofing, ma punta allo stesso risultato: farti agire di fretta perché «è la Polizia».

Cosa fare se ti arriva un messaggio così

  1. Non pagare e non fare bonifici, ricariche o trasferimenti.

  2. Non rispondere con dati personali, documenti o codici.

  3. Non usare link o numeri contenuti nel messaggio.

  4. Verifica tu: chiama il 112, oppure cerca da solo il recapito ufficiale della Questura e chiedi conferma.

  5. Segnala subito alle forze dell'ordine, anche se non hai perso soldi.

Se un familiare ti inoltra un messaggio simile, fermalo prima che clicchi o paghi. Bastano due frasi: la Polizia non chiede bonifici su WhatsApp, e i controlli si fanno dai canali ufficiali.

Come riconoscerla in un secondo

Una domanda sola: ti chiedono soldi in chat? Allora non è la Questura. Chiudi la conversazione e verifica altrove.

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