«Anticipami un istantaneo, domani te li ridò»: prima di pagare, telefona
Un familiare ti scrive su WhatsApp: anticipa un bonifico istantaneo, domani ti ridà i soldi. Ma non può parlare. Ecco i segnali e come verificare.

Ti scrive tua madre su WhatsApp. O un amico. Il numero è quello giusto.
«Ho sforato il limite e non mi parte un bonifico. Me lo anticipi tu con un istantaneo? Domani te li ridò.»
Prima di pagare, fermati. E telefona.
Lo stesso messaggio, in città diverse
In pochi giorni la stessa richiesta è comparsa in più parti d'Italia:
a Ischia, il 14 ottobre, un figlio ha ricevuto dal numero vero della madre la richiesta di anticipare 1.200 euro con un bonifico istantaneo. Lo stesso messaggio è arrivato anche ad altri familiari e colleghe;
a Savona, il 15 ottobre, un uomo si è visto chiedere 1.255 euro «da restituire il giorno dopo» da un amico che aveva visto poche ore prima;
a Trieste, il 16 ottobre, una figlia che vive all'estero ha ricevuto una richiesta di 1.250 euro a nome della madre;
nel savonese, sempre il 16 ottobre, le segnalazioni si moltiplicano, soprattutto sui social.
In tutti questi casi i soldi non sono partiti. Ad accorgersene è stata la persona che ha verificato.
Il segnale più importante: non può parlare
A Ischia il figlio ha provato a chiamare la madre. Su WhatsApp è arrivata questa risposta: «La connessione è pessima, non riesco a prendere la chiamata vocale, rispondimi per messaggio».
È il punto chiave. Chi ti truffa vuole che tu resti in chat. Una telefonata vera rovina il suo piano.
Perché il numero giusto non basta
Il messaggio arriva dal contatto vero perché l'account è stato rubato. La Polizia Postale ha segnalato il 10 ottobre una nuova ondata di furti di account WhatsApp con falsi concorsi. Ne abbiamo parlato in questo articolo sul falso voto alla bambina.
Non sempre si sa come l'account sia stato rubato. Ma il risultato è lo stesso: il nome e la foto sono giusti, la persona no.
Guarda il nome del beneficiario
Dal 9 ottobre 2025, per i bonifici ordinari e istantanei, è obbligatoria la verifica del beneficiario. Prima di confermare, la tua banca ti dice se il nome che hai scritto corrisponde all'IBAN.
A Ischia, l'IBAN indicato in chat era intestato a un'altra persona, non alla madre.
Attenzione però: la verifica controlla solo che nome e IBAN corrispondano. Se scrivi il nome che ti ha dato il truffatore, l'esito sarà positivo. Il vero campanello d'allarme è un altro: perché tua madre ti chiede di pagare uno sconosciuto?
Cosa fare
Chiama sul numero normale, non dalla stessa chat WhatsApp.
Se non risponde, chiama un altro familiare.
Se «non può parlare», non pagare. Nessuna emergenza vera ti impedisce una telefonata di un minuto.
Fai una domanda che solo quella persona conosce.
Non farti mettere fretta. «Entro oggi» è una tecnica, non un'urgenza.
Non mandare codici ricevuti via SMS.
Se hai già pagato
Chiama subito la banca dai recapiti ufficiali. Poi presenta denuncia. Agire in fretta conta: a Morbegno, come abbiamo raccontato, la somma è stata recuperata grazie al rapido intervento della banca. Ma il rimborso non è garantito.
Se l'account rubato è il tuo
Avvisa i tuoi contatti per telefono o con un altro canale.
Segui la procedura ufficiale di recupero di WhatsApp.
Attiva la verifica in due passaggi e controlla i «Dispositivi collegati».
Tieni aggiornati il telefono e l'app, come raccomanda la Polizia di Stato nei consigli riportati da Savonanews.