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Truffe telefoniche

Ti chiamano «per il censimento» e chiedono chi vive in casa? Prima del 12 novembre non è un vero rilevatore

Telefonate di finti incaricati del censimento chiedono chi vive in casa e quanti anni ha. Ecco come funziona davvero il censimento Istat 2026 e come verificare.

Di CaloPubblicato il
Smartphone con una chiamata da numero sconosciuto e messaggio di esempio che chiede quante persone vivono in casa: non dire chi vive in casa a un finto rilevatore del censimento

Squilla il telefono. Dall'altra parte qualcuno si presenta come incaricato del censimento, o dell'ufficio statistica del Comune. Ti chiede quante persone vivono in casa e quanti anni hanno.

Sembra una domanda innocua. Non lo è.

Cosa sta succedendo

Il Comune di Verona ha diffuso un nuovo avviso il 28 ottobre: sono arrivate altre segnalazioni di telefonate sospette in cui venivano chieste informazioni sulla composizione della famiglia e sull'età dei componenti.

Il Comune è chiaro: quei contatti non hanno niente a che fare con i rilevatori comunali, che inizieranno a lavorare sul territorio solo dal 12 novembre 2026.

Non è il primo avviso. Pochi giorni prima, come ha raccontato TgVerona, il Comune aveva segnalato la chiamata ricevuta da una signora anziana. Un uomo si era presentato come incaricato del censimento. Ma lei non faceva parte delle famiglie coinvolte e non aveva ricevuto alcuna comunicazione ufficiale. La notizia è stata ripresa anche da VeronaSera.

Le segnalazioni arrivano da Verona. Il censimento, però, è in corso in tutta Italia, e la stessa scusa può funzionare ovunque.

Perché chiedono chi vive in casa

Sapere se una persona vive da sola, e quanti anni ha, è un'informazione preziosa per chi prepara una truffa. Serve a scegliere chi chiamare dopo, o a chi bussare alla porta.

Per questo il punto non è solo «non dare soldi». Il punto è non dare informazioni sulla tua famiglia a chi ti chiama senza che tu possa verificare chi è.

Come funziona davvero il censimento 2026

Il censimento esiste ed è una cosa seria. Secondo l'Istat, l'edizione 2026 coinvolge 2.529 Comuni e circa 1 milione di famiglie. Ed è obbligatorio rispondere.

Ma funziona in un modo preciso.

Prima arriva una lettera

Le famiglie scelte ricevono una lettera nominativa dell'Istat, firmata dal Presidente, con le credenziali per rispondere. Se non hai ricevuto nessuna lettera, molto probabilmente non sei nel campione. E, come ricorda il Comune di Verona, nessun rilevatore contatta famiglie che non fanno parte del campione.

Fino all'11 novembre si risponde online

Nella prima fase, secondo le domande frequenti dell'Istat, si compila il questionario sul sito dell'Istat, con le credenziali della lettera, oppure presso il Centro Comunale di Rilevazione.

Dal 12 novembre possono chiamarti davvero

Qui sta la parte delicata. Come spiega la pagina Come partecipare, dal 12 novembre al 23 dicembre le famiglie che non hanno ancora risposto possono essere contattate da operatori comunali per un'intervista al telefono, o ricevere la visita di un rilevatore con tesserino di riconoscimento.

Quindi da metà novembre una chiamata vera è possibile. Ma solo se hai ricevuto la lettera e non hai ancora risposto.

Le cose che un vero rilevatore non fa mai

Il Comune di Verona le mette in fila così:

  • il censimento è completamente gratuito;

  • nessun operatore è autorizzato a chiedere denaro;

  • non vengono mai chiesti dati bancari, numeri di carte, PIN, password o credenziali.

Se senti anche solo una di queste richieste, la risposta è semplice: chiudi.

Cosa fare se ti chiamano

Non rispondere alle domande sulla famiglia. Non serve essere scortesi. Basta dire che preferisci verificare e chiudere.

Verifica tu, con un numero che trovi da solo. Il Numero Unico Istat 1510 è gratuito e attivo dal lunedì al sabato, dalle 9 alle 21, fino al 23 dicembre. In alternativa puoi chiamare l'ufficio censimento del tuo Comune, usando il numero sul sito ufficiale del Comune o sulla lettera Istat. Non quello che ti detta chi ti ha chiamato.

Controlla di aver ricevuto la lettera. Niente lettera, niente censimento.

Se bussano alla porta, chiedi il tesserino. I rilevatori veri hanno un tesserino di riconoscimento e, se glielo chiedi, devono mostrarti un documento. Nel dubbio non far entrare nessuno e chiama il Comune.

Se pensi a una truffa, chiama il 112.

Se hai genitori anziani

Questa è una telefonata facile da prendere per buona, perché il censimento è vero e se ne parla. Vale la pena dirlo a voce ai tuoi genitori, in due frasi: «Se ti chiamano per il censimento, non dire chi vive in casa. Chiamami, e verifichiamo insieme».

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